Kishu | |
---|---|
Esemplare di Kishu |
|
Dati generali | |
Etimologia | Nome di origine giapponese che ne indica l’area d’origine, la regione di Kishu |
Genitori | Discende da antiche razze di medie dimensioni autoctone del giappone |
Presente in natura | No |
Longevità | 11-13 anni |
Impieghi | Cane da compagnia, cane da caccia |
Taglia | Media |
Peso maschio | 20 – 25 kg |
Peso femmina | 20 – 25 kg |
Prezzo | Non quantificabile |
Colori | Bianco, Rosso, Sesamo |
Il Kishu (nome completo Kishu Inu) è una razza dalle origini molto antiche che prende il nome dalla regione del Giappone dalla quale proviene.
I non addetti ai lavori spesso lo scambiano per l’Akita Inu: la razza resa celebre dal film Hachiko, interpretato da Richard Gere. La trama, ispirata a una storia vera, racconta il legame straordinario tra bipede e quadrupede, di quelli che rimangono intatti anche oltre la morte.
Scheda informativa del Kishu | |
---|---|
Anallergico | No |
Per bambini | Sì, ma in quanto cane molto indipendente, questi devono saper rispettare i suoi spazi |
Per anziani | No, per il bisogno di esercizio |
Con altri cani | Socievole se abituato adeguatamente |
Con gatti | Incompatibile con loro per via dell’istinto predatorio molto spiccato |
Rumoroso | Generalmente molto silenzioso |
Sport | Razza molto atletica, ha bisogno di esercizi regolari |
Nato come cane da caccia, rimane un ottimo segugio anche ai giorni nostri. La sua specialità è l’inseguimento (e la cattura, ovviamente) del cervo e del cinghiale. Nel tempo, però, si è rilevato anche un ottimo quattro zampe da compagnia.
Tra i cani più longevi del Giappone, in passato veniva visto come una vera e propria divinità da venerare. Risale al 1934 il suo riconoscimento come “Monumento Nazionale”.
Si tratta di un amico a quattro zampe che non ha prezzo, in Italia, e anche in Giappone non è certo tra i più economici. La somma varia a seconda della disponibilità e del pedigree.
Se si è realmente interessati all’acquisto di un esemplare di questa razza, il consiglio è sempre di rivolgersi ai centri riconosciuti. Sul territorio nazionale, al momento, non sono presenti.
In questo caso, l’unica strada sicura è quella di contattare gli allevamenti giapponesi. Così si eviteranno le truffe online e si avranno informazioni più precise, anche sul costo dell’eventuale trasporto in Italia.
Il Kishu ha un’indole davvero fuori dal comune e dimostra un grande attaccamento a chi considera famiglia, soprattutto nei confronti del ‘capo branco’. Avviene una sorta di imprinting e, se ce ne fosse bisogno, sarebbe disposto anche a dare la vita per il proprio padrone.
È un amico a quattro zampe molto resistente e dignitoso. Particolarmente attivo e sempre allerta, ma di una dolcezza disarmante. Ecco perché, ad oggi, è molto gettonato come cane da compagnia. Con i più piccoli è impareggiabile.
La fase di socializzazione non è molto complessa. Il suo temperamento rende tutto molto più semplice di quanto si possa immaginare. Questo però non significa che non si debba cominciare nei tempi giusti e pianificarla come si deve.
Da un lato autonomo e dimanico, dall’altro amabile e fedele: richiede comunque una certa attenzione. Non dimentichiamo mai che ogni sessione può durare al massimo venti minuti e che deve essere gestita all’insegna del gioco e del divertimento. Se così non dovesse essere, meglio sospenderla.
Ogni volta che fa ciò che gli si chiede, poi, è giusto premiarlo con un bel rinforzo positivo. Se collega un boccone succulento all’obbedienza, lo abbiamo in pugno. Provare per credere.
È un cane di taglia media, ben proporzionato, con una muscolatura che gli consente di gestire al meglio le battute di caccia. Possiede una corporatura compatta, robusta e con una struttura ossea solida.
Gli arti, sia quelli posteriori che quelli anteriori, sono perfettamente dritti e paralleli fra loro. La muscolatura è particolarmente sviluppata posteriormente: questa caratteristica gli consente di avere una marcia in più durante l’inseguimento delle prede.
Il tronco risulta essere compatto, robusto di costituzione, e con un ottimo scheletro a supporto della muscolatura.
Sono variabili che cambiano in base al sesso dell’esemplare che ci si trova di fronte. In genere le femmine sono più asciutte e compatte.
L’altezza, al garrese, va dai 49 ai 55 centimetri per i maschi; e dai 46 ai 52 per le femmine. Il peso si muove in un range che va dai 20 ai 25 chili.
La testa richiama la fisionomia tipica dei quattro zampe orientali. Il tartufo è nero.
Gli occhi sono relativamente piccoli e di forma triangolare; ben distanziati fra loro e scuri.
Le orecchie appaiono piccole, a punta ma leggermente inclinate in avanti.
La coda del Kishu è alta e spessa. Arrotolata su se stessa, è portata sul dorso richiamando la forma del falcetto. A riposo raggiunge quasi l’altezza del garretto.
Il mantello di copertura è ruvido e dritto, il sottopelo invece è fitto e morbido. Risulta essere particolarmente lungo sulle guance e sulla coda.
I colori ammessi sono: il bianco, il rosso e il sesamo (un mix di rosso fulvo con punte nere).
I cuccioli dimostrano, sin dai primi mesi di vita, il temperamento tipico degli esemplari adulti. Una volta riconosciuto il proprio padrone, non lo lasciano andare mai e richiedono sempre attenzioni e coccole in più.
È bene cominciare la socializzazione precocemente, soprattutto se vanno impiegati come cani da compagnia. Conservano l’istinto dei segugi e, se non viene rispettata la loro natura, potrebbero non essere sempre cordiali con chi non conoscono.
L’aspettativa di vita media è di 12 anni. Si tratta di un amico a quattro zampe rustico e forte. Non si ammala facilmente, ma è comunque predisposto a determinate patologie. È bene portarlo sempre alle visite di controllo per essere certi che non abbia sviluppato l’ipotiroidismo e l’entropion.
Il pelo folto gli consente di sopportare bene le basse temperature, non si può dire lo stesso per quelle alte: può essere soggetto a colpi di calore. Se conduce uno stile di vita dinamico, non rischia l’obesità.
Indicazioni sull’ alimentazione
Come tutti i cani, anche il Kishu necessita di una dieta sana e bilanciata, che gli consenta di assumere le giuste quantità di proteine, vitamine, minerali e fibre. In commercio esistono delle linee alimentari pensate ad hoc è già equilibrate in tal senso.
Le dosi consentite sono correlate all’attività fisica giornaliera, meglio se suddivise in due razioni date sempre agli stessi orari.
Non ha bisogno di una cura particolare, ma deve essere costante. Spazzolarlo un paio di volte a settimana è sufficiente a eliminare il pelo in eccesso. La perdita è moderata e aumenta durante i periodi di muta, in autunno e in primavera.
Allevamenti
L’Enci ha inserito questa razza nel Gruppo 5 (Cani di tipo Spitz e di tipo primitivo), Sezione 5 (Spitz asiatici e razze affini senza prova di lavoro).
Al momento, in Italia, non ci sono allevamenti riconosciuti. Il consiglio è di contattare i centri certificati presenti nel Paese d’Origine, visto che il prezzo non è nemmeno poi così irrisorio e le truffe online sono sempre dietro l’angolo.
Sebbene abbia bisogno di spazio per fare un corretto esercizio fisico che gli consenta di incanalare correttamente la propria energia, non è raro che il Kishu viva in appartamento. Se non ha un giardino a disposizione, assicuriamoci che faccia le passeggiate al parco sotto casa con regolarità. L’ideale sarebbe un padrone dinamico e sportivo.
La caccia, indipendentemente dall’impiego a cui è destinato, è ormai insita nel suo dna. Questo non gli consente di andare d’accordo con i gatti. Va un po’ meglio con gli altri cani, se ha seguito una corretta socializzazione.
Può vivere con i bambini, a patto che rispettino la sua indole e il bisogno di indipendenza. È troppo energico per gli anziani.
Classificazione FCI – n. 318 | |
---|---|
Gruppo | 5 Cani tipo Spitz e tipo primitivo |
Sezione | 5A Spitz asiatici e razze affini |
Standard n. | 318 del 10/02/2017 (en) |
Nome originale | Kishu |
Origine | Giappone |